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Rete di sostegno per le imprenditrici che avviano le loro attività
Matteo Fornara e Francesca Livoti
Le donne rappresentano solo il 34,4% dei lavoratori autonomi in Europa. Per questo la Commissione europea ha appena lanciato una rete di mentori che promuove l'imprenditorialità femminile attraverso la condivisione di know-how ed esperienza. Donne d'affari di successo presteranno assistenza alle imprenditrici entrate sul mercato recentemente e forniranno consigli pratici su come gestire e far prosperare le rispettive imprese in questa prima fase critica delle loro attività.
La rete coinvolge 17 paesi europei, tra cui l'Italia, insieme ad Albania, Belgio, Cipro, Macedonia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Montenegro, Paesi Bassi, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia e Regno Unito e 170 mentori selezionati fra le imprenditrici (o gli imprenditori) che hanno alle spalle un'esperienza positiva di almeno cinque anni come titolari o responsabili di piccole e medie imprese. Ciascuno di essi dialogherà con almeno due nuove imprenditrici, cioè donne titolari d'impresa da meno di 4 anni, a intervalli regolari e non potrà aver nessun interesse economico nelle società che seguono.
Molte esperienze di sostegno all'imprenditoria femminile hanno avuto importanti effetti positivi sull'economia europea, ma anche in altri Paesi come gli Stati Uniti. Secondo le stime della Commissione europea, politiche più bilanciate per il sostegno dell'imprenditoria tra uomini e donne permetterebbe l'avvio di 150.000 nuove imprese all'anno nell'Unione. In Svezia, ad esempio, cioè un Paese di meno di 10 milioni di abitanti, i dati sono importanti: 131.000 imprese gestite da donne, con più di 35 miliardi di euro di fatturato totale e circa 358 000 dipendenti per i quali vengono versati oltre 6 miliardi di euro in stipendi.
Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario responsabile per imprese e politica industriale, ha dichiarato: "La creatività e le potenzialità imprenditoriali femminili rappresentano la fonte di crescita economica e di nuovi posti di lavoro meno sfruttata, che va dunque ulteriormente sviluppata in Europa. In un momento di crisi non ci possiamo permettere di rinunciare a tale potenzialità. Incrementare il numero delle imprenditrici significa dare maggior potere economico alle donne e contribuire alla crescita."
Le donne fanno impresa in modo più prudente rispetto agli uomini, danno più importanza ai riflessi dell'attività sulla famiglia e considerano attentamente le probabilità di successo esaminando ogni potenziale fallimento. Nella maggior parte dei casi mantengono per un certo periodo il posto di lavoro precedente, rilevano le imprese esistenti dopo un periodo di prova più lungo a quello degli uomini e utilizzano meno capitale.
Matteo Fornara e Francesca Livoti
Rappresentanza a Milano della Commissione Europea