Costruire una città europea contemporanea. Questo il progetto che il comune di Nantes e la comunità urbana Nantes Métropole stanno portando avanti in una delle aree più originali della città transalpina. Stiamo parlando della cosiddetta Ile de Nantes (l’isola di Nantes, N.d.A.), zona da cui prende il nome un ambizioso progetto urbano.
Il progetto Ile de Nantes ha preso il via ufficialmente nel 2002, con l’inizio della prima fase di un piano che dovrebbe avere una durata complessiva di circa vent’anni. Tra gli obiettivi di questo programma: la costruzione di una città contemporanea, nel rispetto dell’originalità del suo paesaggio e della sua tradizione portuale ed industriale, la riqualificazione dello spazio pubblico, ed il rinnovamento delle relazioni tra la città ed il suo fiume, la Loira. Tutto ciò tenendo in considerazione l’importanza dello sviluppo economico della città.
Ma procediamo con ordine. Nantes è per numero di abitanti la sesta città (282.000 ab.) e la quinta comunità urbana (600.000 ab.) della Francia. Situata nel Grand-Ouest francese, Nantes è attraversata dalla Loira. Ed è proprio sul letto di questo grande corso d’acqua che nasce l’Ile de Nantes, un’isola frutto dell’unificazione di più isolotti avvenuta agli inizi del XX secolo. Difatti, fu completata nel lontano 1926 la progressiva operazione di riempimento dei rami della Loira, iniziata molti decenni prima. Rami che separavano tra loro queste piccole porzioni di terra.
Oggi l’Ile de Nantes è un’area di 337 ettari, abitata da circa 15.000 persone. Nel secolo scorso l’isola è stata per certi versi il motore della città, grazie alle sue fabbriche e soprattutto grazie alla presenza del porto fluviale e dei cantieri navali, cuore pulsante della Nantes operaia. Cuore che ha smesso definitivamente di battere il primo luglio 1987, in seguito alla traumatica chiusura dell’ultimo stabilimento, il cantiere Dubigeon.
La cessazione delle attività dei cantieri navali ha rappresentato per Nantes e per i suoi abitanti la fine di un’epoca. Ma anche l’inizio di una nuova fase, la pietra miliare di un nuovo progetto urbano, progetto fortemente voluto dal sindaco Jean-Marc Ayrault (PS), in carica dal 1989.
Ayrault, prese in mano le redini della città ferita, si rende conto che il futuro di Nantes si sarebbe giocato proprio lì: nei cantieri navali. Inizia così una fase di riflessione, con alcuni architetti ed urbanisti incaricati di studiare il futuro dell’Ile de Nantes. Da un primo studio emergono le linee guida del futuro progetto: conservare la memoria dei cantieri navali, preservare e riabilitare le vecchie strutture, considerate patrimonio industriale e luogo simbolo del movimento operaio. Inoltre nasce l’idea di una trasformazione globale di tutta l’area dell’isola. È l’atto fondatore di un progetto che avrà come centro nevralgico la Loira, che diviene oggi il trait d’union tra il centro storico della città e la stessa isola di Nantes.
Il progetto urbano Ile de Nantes si trova oggi al termine della prima fase 2003-2009. La comunità urbana Nantes Métropole ha il controllo politico del programma, mentre la SAMOA, ex società mista ed oggi società pubblica per lo sviluppo del territorio, ne assicura la messa in pratica.
Fino ad oggi il progetto ha usufruito di finanziamenti pubblici per un totale di 120 milioni di euro. Ed è qui che entra in gioco l’Europa: infatti, l’Ue sostiene attivamente il progetto attraverso i Fondi europei di sviluppo regionale (FESR), ed inoltre attraverso la partecipazione a tre programmi europei. Si tratta del REVIT, programma che sostiene la riabilitazione delle zone industriali dimesse, del CONCERTO, programma della Commissione Europea legato allo sviluppo delle energie rinnovabili, e del ECCE, progetto che sostiene la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nel settore culturale e artistico.
A guidare questo progetto di respiro europeo l’architetto Alexandre Chemetoff, direttore d’orchestra di un’opera in continuo mutamento, mediatore tra i vari attori sociali e delegato a restituire agli abitanti di Nantes quegli spazi pubblici da troppo tempo abbandonati a se stessi, spazi che oggi sono ritornati prepotentemente nel vissuto quotidiano della città.
Gli obiettivi a lungo termine del progetto urbano Ile de Nantes sono piuttosto ambiziosi: un piano di rinnovamento urbano di vent’anni, la creazione di 7.500 nuovi alloggi per circa 15 mila persone e di 300 mila metri quadri di infrastrutture per uffici ed altre attività varie, che daranno la possibilità di creare 15 mila nuovi posti di lavoro. Poi la riabilitazione e la creazione di spazi pubblici per circa 160 ettari di territorio, due nuove linee di trasporto in loco e dodici chilometri di percorsi pedonali nel lungo fiume. Questo per citarne alcuni.
Per realizzare questi obiettivi si cerca di coniugare il programma di riqualificazione urbana con lo sviluppo sostenibile: spazi verdi, adeguato trattamento di scorie di materiali pericolosi, eredità dei vecchi stabilimenti industriali, limitazione nel consumo dell’energia e sviluppo di energie rinnovabili.
Fino ad oggi le tracce storiche della zona sono in buona parte conservate, il fascino del vecchio porto resta per certi tratti intatto, portando il visitatore indietro nel tempo. Un viaggio a ritroso che termina presto, quando davanti agli occhi stupiti del forestiero si impone il moderno Palazzo di Giustizia, opera pilota concepita dall’architetto Jean Nouvel, impiantata nell’isola nel 1996. Costruzione il cui aspetto fa tutt’oggi discutere: innovativo secondo alcuni, sinistro secondo altri.
Ed è sempre all’interno di questo progetto urbano che è nato un mondo dei sogni, un universo fantastico, nuovo simbolo della città, che polarizza l’attenzione di numerosi turisti: si tratta delle Machines de l’Ile, macchine animate costruite con legno, cuoio e ferro, che riproducono il mondo marino ed altri eminenti figure del mondo animale. Il più famoso è sicuramente l’elefante: una struttura alta circa dodici metri che può portare sul suo dorso ben quarantanove passeggeri. Le Machines de l’Ile hanno il loro atelier proprio nel cuore del porto fluviale, all’interno di un vecchio cantiere navale. La loro presenza ha sensibilmente modificato il paesaggio urbano, in continua mutazione grazie all’evoluzione di questi strani animali. Un parco d’attrazione alternativo, che ha saputo dare un tono ludico a questa zona dall’aspetto così austero e serioso.
È così che Nantes ha deciso di rifarsi una veste, re-inventando un quartiere che rischiava di perdersi nel ricordo di un passato importante. Oggi l’Ile de Nantes, grazie anche alle notevoli opportunità offerte dai finanziamenti e dai programmi europei, è una zona nuova ed in continua trasformazione, che cerca di riassumere un ruolo chiave all’interno delle dinamiche cittadine, e che prova a fare di Nantes una moderna metropoli europea.
Quando il progetto di rinnovamento giungerà a termine l’Ile de Nantes sarà un quartiere dotato di un polo giudiziario, di un polo artistico e creativo, e di uno economico, di un centro dell’architettura e di un centro che ospita numerosi media locali. Ma sarà anche un luogo per vivere.
Questo progetto urbano rappresenta un’idea coraggiosa, che permette di recuperare degli spazi pubblici che altrimenti resterebbero abbandonati, un modo per restituire questi spazi ai suoi naturali proprietari: i cittadini.
Certo, non sempre i progetti trovano tutti d’accordo. A Nantes, per esempio, il progetto non è esente da critiche, in particolare per quanto riguarda lo stile architettonico di alcuni edifici, considerati di dubbio gusto.
Ma un fatto è certo: l’Ile de Nantes oggi ha ripreso a vivere, proiettandosi nel XXI secolo senza dimenticare i secoli che l’hanno preceduto.
Roberto Lapia
(La comunità urbana è una struttura amministrativa francese che raggruppa un insieme comuni che decidono di sviluppare una serie di competenze in comune, per esempio nell’ambito dei trasporti pubblici. Viene definita “Istituzione pubblica di cooperazione intercomunale” (EPCI). La comunità urbana Nantes Métropole comprende al suo interno Nantes ed altri ventitre comuni limitrofi).