Una città dell’Utopia rivive nell’antica Stabiae
Lucia Cucciarelli
Il Vesuvian Institute è una realtà unica nell’Italia meridionale, luogo di scambio di saperi e di ricerca che riguardano l’archeologia, gli scavi, la scienza degli antichi e la rivalutazione di un territorio dalle risorse straordinarie.
Fra il Golfo di Napoli, l’aria salubre del Monte Faito, le generose falde acquifere del vicino Appenino, imprenditori locali, giovani ricercatori preparati dalle quattro università di Napoli, studiosi dell’Università del Maryland e dei più dinamici centri internazionali, stanno intraprendendo un progetto ambizioso di riqualificazione urbana, rigenerazione civica e imprenditoriale con il sostegno di importanti stakeholder americani e stranieri, in un parco archeologico di 60 ettarifinalizzato al recupero dell’antica città di Stabiae, che in epoca augustea ospitava le ville dell’elite del mondo romano ricche di sfarzi architettonici e di soluzioni ingegneristiche d’avanguardia per l’epoca.
Alcune di queste testimonianze, che rendono quest’area il più grande scavo archeologico attualmente intrapreso nel mondo, sono oggi visibili nel loro splendore e nell’ampiezza delle loro superfici (dai 18.000 ai 24.000 metri quadri cadauna) con terme private, giardini con piante esotiche e rarità floreali, e una vista sul golfo di Napoli che rimane uno spettacolo mozzafiato.
Dopo un lungo periodo di decadenza civile e di declino politico, la città di Castellamare sta respirando, per volontà di alcuni lungimiranti cittadini come il notaio Ferdinando Spagnuolo e un archeologo stabiese, Leo Varone, un nuovo rinascimento che in soli dieci anni ha messo in moto importanti dinamiche territoriali ed economiche all’insegna della valorizzazione del Bene Culturale.
Leonardo Varone, facoltoso studente di archeologia nato a Stabia, nel 1997 fece un master all’Università del Maryland proponendo per la sua tesi la creazione di un parco archeologico là dove fra il Monte Faito e il golfo solo poche rovine erano state scavate e presto depredate.
Il suo sogno ambizioso ha trovato il sostegno economico non solo dell’Università de Maryland, ma successivamente ha attratto risorse, finanziamenti e un flusso ininterrotto di ricercatori e visiting students che ogni estate consentono agli scavi di proseguire nel disvelamento di peristili, atri, superfici affrescate e tesori artistici unici al mondo, sepolti sotto quei cinque metri di cenere e lapilli nell’anno 79 d.C. in cui il Vesuvio cancellò vita e fermò la storia nel Golfo di Napoli.
In quel maledetto anno a Stabiae molte ville erano in restauro a causa dei danni provocati dal precedente terremoto del 62 d.C. ed essendo a causa dei lavori di ripristino ancora in corso per la maggior parte disabitate, la popolazione residente non fu decimata come a Pompei o a Ercolano.
Solo in epoca borbonica il sito fu oggetto di scavi e di grandi attenzioni, ma dalla metà del ‘700 arriviamo fino al 1950, anno in cui un intraprendente preside di Castellamare decise di finanziare degli scavi tasca sua e riprendere dopo quasi due secoli la riscoperta della Stabiae sotterrata dai lapilli.
La Fondazione RAS, Restoring Ancient Stabia, Onlus culturale italiana, costituita a Washington DC nel 2002 nell’ambito di un progetto di cooperazione in materia di beni culturali tra U.S.A. e Italia anima e coordina importanti attività di scavo, di promozione turistica, di educazione all’impresa sostenibile per i giovani della Campania, ma è anche un luogo che ha ereditato importanti missioni: ha restaurato un collegio salesiano, offre ai giovani un soggiorno con varie forme di benessere intellettuale e materiale, garantisce un luogo sicuro in cui allargare i propri orizzonti culturali e mangiare in una sala che di sera offre una delle vedute più spettacolari al mondo.
Si fa sera, il cielo si spegne in un arcobaleno di indaco e vermiglio ma le luci di Napoli, Portici, Torre Annunziata, Torre del Greco, Capri, Procida, Ischia, delle mille ville lungo tutto il litorale, accendono una visione indimenticabile, ma anche la speranza di una ripresa di questo territorio, un bene di tutti.
www.stabiae.com (sito della Fondazione)
www.stabiae.com/institute (sito dell'albergo)
http://www.stabiae.com/institute/index.php?s=52 (enti e università partner)
http://www.stabiae.com/institute/index.php?s=56 (università che ogni anno soggiornano per progetti studio)
http://www.stabiae.com/institute/index.php?s=54 (Center for Study Abroad)
http://www.stabiae.com/institute/_file/documenti/Scuola/circolareMIUR.pdf (cicolare MIUR che nel 2012 prevede l’erogazione da parte della Regione Campania alle scuole delle altre regioni di un contributo di 3.500 euro)
http://www.stabiae.com/institute/index.php?s=70 (club del gusto)
