La questione settentrionale: le mafie viste dal Nord

redazione di Bologna

“L’informazione è vitale” – Non è il solito discorso istituzionalmente corretto, spalmato come la nutella sul pane.

E’ un grido di dolore quello che Simonetta Saliera, vicepresidente della Regione Emilia Romagna, esprime con voce spezzata in una insolita mattina di domenica di fine gennaio.

Fuori dal Palazzo d’Accursio sede del Comune è freddo. Sono i giorni della merla e chi abita nelle campagne si è già preparato ad affrontare le giornate più gelide dell’inverno.
In Sala Farnese, da sempre proscenio delle battaglie di cittadinanza attiva e di democrazia partecipativa più accese d’Italia, un gruppo di attori istituzionali tira su il sipario sulla più odiata delle verità che in queste ultime settimane ha scosso nervi, certezze e la sicurezza di molti politici.

Il punto cruciale è stata la pubblicazione del rapporto sulle mafie voluto dall’Assemblea legislativa e presentato il 17 dicembre 2011.

Il pm Lucia Musti, il presidente dell’ordine dei giornalisti Gerardo Bombonato, il sindaco di Bologna, la vicepresidente di una regione che sembrava la roccaforte del diritti e un giovane giornalista, Giovanni Tizian, calabrese ma operativo a Modena e ora sotto scorta, tracciano segni rossi e blu sulle distrazioni di politici, imprenditori e amministratori che hanno dato spazio a un cancro mafioso sempre più strutturato e partecipe di città come Parma, Reggio, Ferrara, Ravenna Bologna i cui cittadini si sono sempre battuti per secoli per uno stato di diritto e la corretta applicazione delle leggi.

La voce della vice presidente Saliera, persona di comprovata dedizione politica, non lascia dubbi sul dolore e sull’imbarazzo che attraversa in questo momento la su esperienza politica e umana. Ricorda tanto il pianto del Ministro Fornero e il sentimento di impotenza che accompagna l’ammissione di crude verità.

Il Pm Lucia Musti introduce un’articolata descrizione dei metodi e delle modalità dell’infiltrazione nel tessuto sociale ed economico chiedendo un minuto di silenzio per il collega Alessandrini, nato a Milano, servitore dello Stato come tanti presenti, grandi o umili spazzini e ammette che il documento di Tizian ‘Gotica’ descrive perfettamente l’attività di antimafia di cui si è occupata a Modena per otto anni, ma confessa di sentirsi, in queste nuove condizioni politiche create dal Governo Monti, molto serena. Avverte attenzione e tutela da parte del nuovo Ministro della Giustizia e un clima di collaborazione fra i poteri dello Stato, di cui la magistratura è una delle tre leve.

Ricorda in modo critico come ci siano voluti anni per coinvolgere la procura di Bologna, più attenta alle truffe ai cittadini, a riconoscere la presenza attiva della mafia a pochi chilometri dal confine provinciale con Modena, là dove in un paesino, Castelfranco si parlava casalese, spia di un controllo militare del territorio assoggettato alla mafia.
Svela come il lato umano di tanta brava gente meridionale già residente possa vacillare e alla fine collaborare con appartenenti al clan che trovano parole e mezzi per allargare le loro reti.

L’improvviso incremento dell’usura, di estorsioni e di incendi, di bossoli esplosi fatti trovare nei cantieri all’alba del lunedì mattina, la presenza di 500 ditte, legate alle costruzioni, di Casal di Principe o di Casa Pesenna, di bische clandestine e di gioco d’azzardo ha indotto il Ministro Cancellieri a organizzare un nuovo distaccamento della Dia in Emilia dove le forse dell’Ordine hanno già tracciato punti fermi di un racconto da brivido che mai si sarebbe pensato potesse dipanarsi nella nebbia della pianura padana.

Nel Molise non c’è Mafia non essendoci grosse imprese e grossi giri di affari, ma in viale Ceccarini a Riccione e in tutta la Riviera l’humus economico favorisce il riciclaggio e il reimpiego nei settori turistici e immobiliari.
Musti ricorda che il tavolino ha tre gambe: la mafia, gli imprenditori e i politici locali.

Giovanni Tizian

Assomiglia tantissimo a Saviano, simile il timbro di voce, la fisionomia e i capelli corti e un po’ radi. Ringrazia chi gli è stato vicino e il gruppo Espresso che gli ha concesso un generoso contratto, ma non si sente unico caso di giornalista minacciato e intimidito. Molti altri colleghi di San Marino, di Milano, di Napoli, della Sicilia condividono la stessa trepidazione e Tizian apre un altro scenario su un Italia che all’estero è criticata per la semilibertà di stampa. Un’Italia che sta perdendo punti e credito per la colpa di imbavagliare e limitare in varia misura la testimonianza dei protagonisti di media e TV.

Qualcosa tutti possono fare: Tizian ripete che tutti devono collaborare e che è necessaria una mobilitazione sociale.

Alla manifestazione promossa da Ossigeno per l'Informazione,  hanno aderito l'ordine nazionale di giornalisti e l'Fnsi, Ordine Giornalisti Emilia-Romagna, Aser, Avviso Pubblico, Libera, Premio Ilaria Alpi, Politicamente Scorretto, Casalecchio delle culture, Gli Amici di Alberto, con la collaborazione del Comune di Bologna.

Articoli e documenti correlati

http://www.unita.it/italia/tizian-vi-racconto-come-br-la-ndrangheta-ha-preso-l-emilia-1.376175

http://www.laperfettaletizia.com/2012/01/tra-la-via-emilia-e-la-ndrangheta.html

http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2012/01/28/news/tizian-convocato-dalla-commissione-antimafia-1.3117576

http://www.articolo21.org/documenti/dossiermafia.pdf

http://www.newsrimini.it/news/2012/gennaio/13/regione/il_ministro_cancellieri__anche_in_emilia_romagna_si_insediera__la_dia.html

http://www.europacheverra.eu/fascicoli_precedenti/europa_sociale_1/dati_primo_dossier_sulle_mafie_emilia.aspx

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