Prodi, l’Italia della tecnica e il Brasile

Lucia Cucciarelli

Romano Prodi ha assunto e dismesso cariche nazionali e internazionali, ma a Bologna rimane un professore di economia industriale.
Le parole di cauto entusiasmo e saggia preoccupazione che esprimeva nelle lezioni di Mosaico Rai Educational negli anni 90, davanti a gremite platee di studenti, quando parlava del costo del lavoro nei paesi emergenti, sono simili alle parole che ho ascoltato il 20 gennaio quando, seduta alla sua sinistra, mi sono trovata nell’aula magna della fucina della cultura tecnica bolognese, gli Istituti Aldini Valeriani, dove si è avviato un percorso tecnico pratico in dimensione europea per quattro classi di altrettanti istituti bolognesi.

Il Professore ha usato un linguaggio molto comprensibile per avvicinare i giovani ai complessi meccanismi di sviluppo dei paesi emergenti, alla necessità di impossessarsi di più lingue e di vivere esperienze lavorative in contesti diversi, con ritmi e regole nuove, manifestando preoccupazione per la mancanza di attenzione e di investimenti formativi nel settore dell’istruzione tecnica, meccanica, commerciale e agrotecnica che – secondo Prodi- possono trainare l’economia regionale fuori dalla crisi e essere la risorsa di un paese che riesce ancora  conquistare i mercati più esigenti per le soluzioni avanzate nel campo della tecnologia e della meccatronica.

E il Road Show informativo organizzato dalla Regione ER con il sistema Camerale, il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Marche a Cesena, pochi giorni dopo, ha puntato i fari sulle opportunità offerte dal primo segmento geo-economico del progetto BRICST (acronimo di Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa e Turchia) chiarendo gli obiettivi della missione di Governo e Regioni che dal 21 al 25 maggio stringerà nuovi rapporti di collaborazione economica e commerciale con gli stati di San Paolo, Paranà e Pernambuco.

Per contrastare la crisi internazionale si cercano infatti nuovi strumenti operativi per una penetrazione nel mercato brasiliano, dove il Pil nel 2010 è cresciuto del 7,5%, che per l’Italia è il secondo paese importatore americano dopo gli USA, che entro il 2013 conquisterà il quinto posto nella classifica mondiale,  che ospiterà nel 2014 i mondiali di calcio e nel 2016 le Olimpiadi.

Previsioni che si traducono in 28 miliardi di infrastrutture, 81.000 chilometri di ferrovie, 300 ponti e un potenziale mercato per tecnologie avanzate, logistica e meccanica di precisione.
Insomma lo sbocco ideale per le aziende dell’Emilia Romagna, capofila del settore agroindustriale nella squdra di governo, che ha individuato nel Brasile un potenziale mercato per l’export, ma anche un nuovo partner di sviluppo.

Alberto Zambianchi presidente della Camera di Commercio Forlì Cesena sottolinea come sia necessario investire nella cultura manageriale partecipata, collaborando alla missione istituzionale che studierà il contesto di riferimento e le sue formule finanziarie.

Rubens Sacerdoti ricorda che in Brasile operano già quattro grossi gruppi bancari italiani e oltre trecento aziende regionali hanno aperto filiali e intrecciato relazioni di sinergia in un processo di espansione in continua crescita.

Romano Baruzzi direttore dell’ICE di Bologna ha invitato tutti gli attori economici e le forze imprenditoriali a partecipare a questa missione multisettoriale che vedrà diciotto regioni italiane impegnate nella promozione dei diversi poli produttivi, con una serratissima agenda di incontri settoriali.

Roberto Piazza direttore ACMO ha illustrato le forme ancor arretrate del mercato ortofrutticolo di Curitiba, e le opportunità per le imprese regionali di trasferire know how e esperienza tecnica.

Pierluigi Venturini di SIMEST ha elencato le forme di assistenza alle imprese italiane in Brasile attraverso analisi di mercato, progetti di acquisizione di quote di mercato, esportazione di beni strumentali e con l’individuazione di opportunità di investimento.  

BRICST Progetto della Regione Emilia Romagna

E' basato sull'export, considerato fattore trainante dell'economia della Regione. che supporta le proprie imprese con azioni di affiancamento nella competitività internazionale.

Il Programma 2011-13 si è focalizzato su  sei paesi definiti Bricst, ovvero Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa e Turchia, con particolare attenzione alla filiera della meccanica allargata.

Il Programma, attraverso azioni di diplomazia economica, mira a individuare in ogni paese i soggett istituzionali con cui gestire i programmi operativi in partnership e collaborazioni commerciali attive.



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