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al via il progetto di catalogazione dei cataloghi d’asta

Collezione Federico Zeri

Un progetto di catalogazione per la più grande collezione italiana di Federico Zeri di cataloghi d’asta italiani e stranieri composta da circa 37 mila pezzi suddivisi per nazionalità e data di vendita è stato presentato a Bologna l’11 gennaio scorso nella sede della Fondazione Zeri. Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, il rettore dell’Università Ivano Dionigi, il direttore della “Fondazione Federico Zeri” Anna Ottani Cavina e Alessandro Zucchini, Direttore dell’Istituto beni artistici, culturali e naturali dell’Emilia-Romagna (Ibacn) che affiancherà la Fondazione Zeri in ogni fase del lavoro come referente scientifico, soprattutto per la catalogazione in SBN.

L'avvio del progetto di catalogazione dei primi 12 mila volumi è stato possibile anche grazie a un contributo di 50 mila euro della Regione Emilia-Romagna. Questo progetto di catalogazione consentirà al Polo bolognese di essere il punto di riferimento per questi materiale e arricchirà il patrimonio bibliografico nazionale con un fondo unico nel suo genere. Inoltre, il lascito di Federico Zeri sarà riunito e potrà offrire agli studiosi uno strumento di ricerca che si integra perfettamente con la Fototeca dello studioso scomparso.

Il progetto di catalogazione
I cataloghi d’asta, come per il resto della Biblioteca Zeri, verranno schedati nel catalogo del Polo SBN unificato bolognese, con software Sebina Open Library (SOL) per consentire la più ampia rintracciabilità e ricercabilità.
Al termine del progetto di catalogazione, i principali dati degli esemplari descritti saranno inseriti in un database specifico, consultabile online dal sito della Fondazione Federico Zeri, che consentirà di ricercare la data, il luogo e il codice dell’asta, così come avviene nei principali cataloghi internazionali. Inoltre i cataloghi verranno messi in relazione alle fotografie dell’archivio di Zeri, che documentano le opere vendute. Era infatti abitudine dello studioso indicare sul retro delle fotografie le informazioni relative ai passaggi sul mercato antiquario delle singole opere d’arte. Il sistema integrato di dati tra Fototeca e Biblioteca consentirà di dotare ogni catalogo di un apparato iconografico immediatamente disponibile, di aggiungere nuove e importanti informazioni sui singoli lotti venduti e di ricostruire i percorsi delle opere d’arte, attraverso i nomi dei collezionisti e i successivi passaggi sul mercato antiquario. Il nuovo database diventerà uno strumento utile per la ricostruzione del patrimonio italiano disperso e per tracciare la storia del collezionismo, soprattutto novecentesco, in parte ancora da approfondire. Coniugando standard di catalogazione nazionali e internazionali, potrebbe diventare inoltre un sistema pilota per le istituzioni italiane che intendono avviare la catalogazione di nuclei analoghi e offrire un sistema di scambio con quelle straniere che hanno già progetti simili.

La collezione
Da uno studio effettuato sulle principali istituzioni storico-artistiche e biblioteche italiane e straniere presenti in territorio italiano è emersa l’assoluta importanza e prestigio della collezione di cataloghi d’asta di Zeri.
Si segnalano tra le sezioni più importanti cataloghi inglesi, compresi tra il 1910 e il 1998; francesi, a partire dal 1879; italiani, a partire dal 1880; tedeschi, dal 1879 (con un numero elevato di cataloghi ottocenteschi).
Le case d’asta presenti in questa collezione sono principalmente Sotheby’s e Christie’s, ma si trovano anche pubblicazioni di case di vendita meno note e difficili da reperire. Segue la sezione di cataloghi francesi, datati dal 1879 al 1998, relativi a Drouot, Petit, Charpentier, e i volumi di case d’asta italiane, soprattutto Finarte, Semenzato e Pandolfini, dal 1880 al 1998.
Oltre a questi cataloghi d’asta si trovano i cataloghi di numerosi paesi europei e americani, quali Austria, Svezia, Olanda, Portogallo, Ungheria, Argentina e Stati Uniti, nonché altri nuclei organizzati per tipologia: pittura inglese, disegno, arti decorative, arte moderna.
Oltre il 75% delle pubblicazioni è databile al periodo 1960-1998; vi sono anche numerosi e rarissimi cataloghi della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento. 
Un’indagine comparata ha rilevato che, rispetto alle collezioni dei più importanti istituti di storia dell’arte stranieri quali la Frick Art Reference Library di New York o di istituzioni analoghe presenti in Italia come il Kunsthistorisches Institut, la Fondazione Berenson, la Fondazione Longhi, gli Uffizi, la collezione Zeri raccoglie un numero rilevante di cataloghi dedicati alle arti decorative e una vasta rappresentanza di case d’asta sia italiane che straniere non presenti in quelle biblioteche.

Il lascito di Federico Zeri
Federico Zeri, a seguito del suo testamento del 29 settembre 1998, lega all’Università di Bologna la sua villa di Mentana, il parco di 10 ettari, 3 case coloniche, la collezione di epigrafi romane, la biblioteca d’arte (circa 85.000 volumi tra libri d’arte, cataloghi d’asta e periodici) e la fototeca (circa 290.000 fotografie). Tantissime e indimenticabili sono state le  conferenze di Federico Zeri all’Università di Bologna nel corso degli anni Ottanta e Novanta. Ed è proprio dall’Ateneo bolognese che il 6 febbraio 1998 viene assegnata a Federico Zeri la laurea honoris causa per la sua attività di studioso.

La Fondazione Federico Zeri
Proprio per rendere giustizia al grande e importante lascito di Federico Zeri l’Università di Bologna costituisce nel 1999  la “Fondazione Federico Zeri” sulla base dello statuto presentato e approvato dal Ministero per i Beni Culturali il 12 settembre 2000.
Dal 2001 l’obiettivo della Fondazione è quello di costituire un centro di ricerca avanzata nel campo degli studi umanistici, altamente specializzato nell’ambito della Storia dell’arte. A questo scopo la Fondazione ha avviato rapporti di collaborazione con istituzioni come The Getty Research Institute di Los Angeles, The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies di Villa I Tatti a Firenze, il Courtauld Institute di Londra, l’Institut National d’Histoire de l’Art (INHA) di Parigi.
Il progetto prioritario della Fondazione è quello di assicurare la fruizione pubblica dei beni di cui è entrata in possesso. Dal 2002, in particolare, ha in corso la catalogazione, digitalizzazione e messa on line della fototeca di Federico Zeri.
Dal settembre 2007, a questo impegnativo progetto si aggiunge l’inventariazione, la catalogazione e l’aggiornamento della biblioteca, che da ottobre 2008 è accessibile agli studiosi.
La Fondazione intende promuovere attività di ricerca attraverso seminari, laboratori e borse di studio che, a partire dalle potenzialità offerte dalla fototeca e dalla biblioteca consentano un dialogo interdisciplinare tra studiosi.

di Angela Benassi

biografia completa di Federico Zeri 
sito Fondazione Federico Zeri

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