L'Unione europea intensifica la protezione dei bambini che navigano su internet
Matteo Fornara
I bambini europei dichiarano di avere iniziato a usare internet a sette anni. È questo il dato più sorprendente di un'inchiesta che ha spinto la Commissione europea a promuovere azioni a tutela dei minori che navigano in rete. Inoltre, uno su tre usa un telefono cellulare o uno smartphone per consultare Internet. Il 77% dei ragazzi tra i 13 e i 16 anni e il 38% dei bambini tra i 9 e i 12 ha un profilo su un social network, e un quarto di loro ha un profilo pubblico, cioè accessibile a tutti. Inoltre – altro dato interessante - soltanto un ragazzo su tre di età compresa tra 9 e 12 anni ritiene che la rete offra materiale interessante.
Tuttavia, la legislazione UE e nazionale non sempre riesce a tenere il passo con gli sviluppi nel settore dei servizi audiovisivi e informativi online. A livello UE e nella maggior parte degli Stati dell'Unione esistono norme specifiche relative al solo contenuto dei media audiovisivi. C'è molto da fare, sia da parte dei governi nazinali, sia dell'UE, per migliorare questa situazione.
Molte azioni sono previste dall'Agenda digitale europea, con la Commissione europea a promuovere il dialogo tra le varie parti, come le piattaforme di social networking, i fornitori di servizi di comunicazione mobile, in particolare per quanto riguarda l'uso dei loro servizi da parte dei minori.
Gli Stati UE devono attivare le linee telefoniche dirette per la denuncia di contenuti online offensivi o dannosi, organizzare campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza online dei bambini e proporre di insegnare la sicurezza online nelle scuole, e incoraggiare i fornitori di servizi internet a mettere in atto misure di autoregolamentazione relative alla sicurezza dei bambini.
Ieri, la Commissione ha presentato una relazione sul comportamenti dei Paesi UE. Molti di essi non rispondono in modo adeguato o adottano approcci variabili alla lotta e alla segnalazione dei contenuti nocivi, per garantire che i bambini consultino contenuti adatti alla loro età, rendere più sicuri i siti di socializzazione per i minori e proteggerli dai videogiochi nocivi. Ad esempio, ci sono sistemi di classificazione molto diversi tra loro per età e dispositivi tecnici per far sì che i siti e i videogiochi siano adatti all'età. La relazione mostra che esiste un notevole margine di miglioramento per rafforzare la protezione dei minori in questi ambiti.
Molte iniziative sono in calendario entro la fine dell'anno. Sui contenuti illeciti e nocivi si contribuirà a diffondere la conoscenza delle linee dirette e migliorare le infrastrutture di sostegno per agevolare la rimozione di contenuti illeciti. Sui social networks e la privacy si dovrà incrementare la consapevolezza dei rischi e i modi per ridurli. Si interverrà inoltre sulla classificazione per età e sistemi di codifica, in particolare per i videogiochi online, lo sviluppo di codici di condotta e altri modi per aumentare la conoscenza della classificazione per età da parte dei rivenditori, in modo da evitare la vendita ai "minori".
Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione responsabile dell'Agenda digitale ha dichiarato: "I bambini si recano online più spesso e cominciano più giovani, esplorando un entusiasmante mondo digitale pieno di opportunità. Dobbiamo però educare e proteggere i bambini in questo mondo virtuale in continua evoluzione. Dobbiamo infondere ai genitori e agli insegnanti la fiducia necessaria per assumersi le loro responsabilità".
Matteo Fornara e Tommaso Sorce
Rappresentanza a Milano della Commissione Europea
14 settembre 2011
articoli collegati SAFER INTERNET EUROPA
http://ec.europa.eu/information_society/activities/sip/index_en.htm
SAFER INTERNET ITALIA
www.saferinternet.it
http://telecentreeurope.ning.com/profiles/blog/show?id=2058019%3ABlogPost%3A33868&xgs=1&xg_source=msg_share_post
