Un grande evento: La coppa del mondo di calcio 2010 in Sudafrica
Laura Muscogiuri e Adriana Galvani
Premessa
A pochi giorni dall’inizio dei giochi mondiali di calcio gli sguardi si stanno concentrando su un paese lontano che gli eventi ci avvicineranno attraverso i media, facendolo conoscere in tutti i suoi aspetti di natura e cultura.
Per raggiungerlo occorrono circa 15 ore di volo, ma sono state approntate speciali tariffe per incrementare le visite.
1 - Il territorio e i confini del Sud Africa
Lo Stato della Repubblica del Sudafrica si estende per 1.219.090 Kmq nell’emisfero meridionale, tra i 22° e i 35° di latitudine sud e i 16° e i 33° di longitudine est. Confina a Nord con il Botswana, a nord-est con lo Zimbabwe e il Mozambico, a nord-ovest con la Namibia; si affaccia a est e a sud-est sull’Oceano Indiano, a sud-ovest e a ovest sull’Oceano Atlantico.
Il territorio ingloba le enclaves di Lesotho e Swaziland.
Ha una popolazione di 44.819.778 abitanti (al cens. 2001). La capitale è Pretoria con 692.348 abitanti, la densità per abitante è di 38 ab./Kmq. Le altre città sono Durban con 3.090.122 abitanti e Johannesburg con 3.225.812 abitanti.
Le lingue ufficiali parlate nel Sudafrica sono undici (afrikaans, inglese, isiNdebele, sepedi, sesotho, swazi, Xitsonga, setswana, tshivenda, isiXosa, isiZulu).
La religione è Cristiana per il 30%, Animista per il 17%; l’Induista, la Musulmana e altre varie comprendono il 53% della popolazione
Riguardo ai gruppi etnici: si segnala un peso dei Neri per il 70% (dei quali Zulu 20%, Xhosa 19%, North Sotho 8%, Tswana 7%, altri 16%), i Bianchi incidono per il solo 17%, i Meticci sono il 10%, gli Asiatici il 3%.
2- L’Economia
L’economia del Sudafrica, tradizionalmente legata all’agricoltura e all’estrazione di metalli preziosi, si è negli ultimi anni evoluta verso un sistema globalizzato nel quale l’industria manifatturiera ed i servizi finanziari contribuiscono per una quota sempre maggiore del PIL. L’industria estrattiva rimane un’importante fonte d’entrata di valuta estera, l’oro rappresenta oltre un terzo delle esportazioni e, insieme all’agricoltura, contribuisce in misura rilevante alla creazione di posti di lavoro. Il settore manifatturiero, trainato dalle industrie metallurgica e ingegneristica, rappresenta circa un quinto del PIL totale e ha dovuto affrontare numerosi ostacoli da quando l’economia sudafricana si è aperta alla libera concorrenza. I servizi rappresentano la quota più importante delle entrate, poggiando sul progredito settore finanziario e sul turismo che è in continua espansione, con un significativo potenziale d’impiego di manodopera; molto vitale risulta anche il settore del commercio al dettaglio. Le attività economiche sono concentrate nella provincia di Gauteng, dove si produce oltre un terzo del PIL, seguita dalla zona del Capo che ne apporta il 15%
Tra il 2006 e il 2007, il deficit della bilancia commerciale italiana nei confronti del Sudafrica è notevolmente aumentato, passando da 712 milioni di euro circa a più di 1 miliardo, per un contemporaneo incremento del valore delle importazioni, soprattutto per effetto dell’aumento dei prezzi delle materie prime e per la riduzione del valore delle esportazioni verso il Sudafrica.
3 - La Coppa FIFA 2010 in Sud Africa
Per la prima volta il Campionato Mondiale di calcio sbarca in Africa. La diciannovesima edizione del campionato mondiale di calcio dunque si giocherà in Sud Africa; dopo i Mondiali 2006 in Germania, il Mondiale torna fuori dal Vecchio Continente. L’Africa, e in particolare il Sud Africa, proveranno attraverso questa manifestazione a farsi scoprire e conoscere. I Mondiali 2010 del Sud Africa si giocheranno dall’11 Giugno all’11 Luglio, giorno della finale di Johannesburg. In quest’arco di tempo, 32 squadre si disputeranno in 64 partite il titolo di Campioni del Mondo. Il Sud Africa è l’unica squadra qualificata di diritto ai Mondiali 2010, le altre partecipanti dovranno vincere le qualificazioni.
Lo slogan ufficiale dei Mondiali 2010 è “Ke Nako. Celebrate Africa’s Humanity”. Ke Nako significa “è il momento” nelle lingue sudafricane Sesotho e Setswana ed è un richiamo per festeggiare l’Africa come culla dell’umanità e continente che dà il suo contributo ad ogni ambito dell’umano progresso.
4 - Sudafrica: i Mondiali, il turismo e l'opzione Zuma
L’affannosa ricerca di attrattive per convincere i turisti a visitare il Sudafrica in occasione dei Mondiali di calcio ha portato i tour operator locali a concepire pacchetti creativi. E’ questo il caso di African Link, che propone la “JZ Option”, dove JZ sta per Jacob Zuma, attuale presidente della Repubblica ed esponente di lungo corso dell’African National Congress di Nelson Mandela.
L’offerta prevede una giornata intera da spendere nel villaggio rurale di Nkandla, nella provincia di KwaZulu-Natal per conoscere i luoghi dove il presidente è nato e ha trascorso l’infanzia e visitare così un autentico villaggio africano. Michael Tatalias, presidente dell’ente nazionale per il turismo, ha spiegato al quotidiano Cape Argus che un pacchetto del genere è molto più attraente di quanto possa sembrare e che esistono anche tour operator che offrono visite ai luoghi natali di Nelson Mandela o a Robben Island, dove si trova il penitenziario simbolo dell’apartheid.
In realtà le perplessità rimangono, dato che la figura di Zuma non può essere paragonata a quella di Mandela, sul piano della consistenza storica o del prestigio personale. Piuttosto, all’estero desta scetticismo un neopresidente poligamo, omofobo e con due clamorosi processi a carico (accuse di corruzione e stupro), conclusi senza condanne, ma nemmeno sgombrando il campo dai sospetti. Insomma, l’immagine di Zuma non è meno controversa di quella di leader che governano Paesi meno democratici del Sudafrica.
Ma all’African Link sono convinti che l’iniziativa sarà un successo. E il direttore dell’agenzia Bunny Bhoola ha anche svelato la vera fonte di ispirazione: “Considerate quello che è successo in Kenya da quando Obama è salito alla ribalta: la gente ha iniziato a visitare i luoghi di origine del presidente degli Stati Uniti. Noi proviamo a fare lo stesso qui: i turisti saranno incuriositi dall’opportunità di conoscere da dove viene il presidente Zuma e dove ha vissuto prima di arrivare al potere”.
5 - Caduta l’apartheid, i problemi restano
Dopo la scalata al potere dell'ANC (African National Congress) nel 1994, si ammise che il Sud Africa fosse entrato in un periodo post-razzista, e molti stranieri hanno addirittura affermato che il Sud Africa era divenuto un esempio di collaborazione multiculturale e multirazziale.
Invece, ogni ottimismo si rivelò ben presto sbagliato. Sembrerebbe infatti che il Sud Africa, dopo il suo ingresso nei tempi post-apartheid, sia divenuto il teatro di un confronto razziale al quale prima non si pensava.
Un paese dalle mille risorse, dilaniato fino a qualche anno fa da fortissimi contrasti sociali e razziali, è entrato nel terzo millennio con grandi punti interrogativi che nemmeno la fine dell’apartheid è riuscita a risolvere. La patria di Nelson Mandela sale alla ribalta delle cronache internazionali solo quando la si accosta alla discriminazione, all’alta incidenza dell’HIV (circa il 21% della popolazione è affetta dal virus) e alla ricchezza delle sue riserve minerarie (oro e diamanti in particolare), anche se vanta un patrimonio naturale e culturale tra i più ricchi al mondo, non fosse altro per la convivenza forzata di razze e tradizioni differenti che ne fanno un laboratorio tormentato ed irripetibile nella sua peculiarità.
Il presidente De Clerk trattò con Mandela, primo presidente nero, la fine della segregazione razziale, facendo sperare in un avvenire migliore e più giusto per quanti avevano sofferto per decenni l’umiliazione e la violenza. Non si avverte più il razzismo biologico, che ha macchiato indecentemente il passato di questa nazione, ma persiste un razzismo di posizione che genera ugualmente conflitti. Alla popolazione “non bianca” è stata riconosciuta pari dignità - non esistono più i bus e le panchine riservate o i quartieri vietati per uno o l’altro gruppo etnico - ma essa non è stata messa nelle condizioni di guadagnarsi un ruolo decisivo all’interno della società. Ancora oggi le città sono abitate solo dai discendenti degli inglesi e degli olandesi, mentre i neri sono relegati in “cittadine ombra” nelle periferie più desolate, le cosiddette township, alle quali la caduta del regime razziale ha tolto i cancelli delle recinzioni dove prima erano posizionati i check point che ne regolavano l’entrata e l’uscita.
Dal momento che i posti di potere sono stati riservati per legge in quote per la popolazione “non bianca”, sono stati subito occupati da meticci e asiatici, oltre che da una piccola parte di indigeni, i quali hanno discriminato a loro volta la maggioranza nera.
Per arrivare ad una vera uguaglianza, il primo grande scoglio da superare è proprio quello dell’istruzione che ha relegato gli appartenenti alle tribù Zulu, Xhosa, Ndebele, Setswana, Siswati, Tshivenda, Sesoto, e Xitsonga a cittadini di secondo livello.
La violenza cresce soprattutto tra coloro che vivono con soli due dollari al giorno, pari al 23,8% della popolazione totale (circa dieci milioni di persone); il più delle volte si registrano veri e propri agguati per spogliare i ricchi dei propri averi. Il Sudafrica non è un paese sottosviluppato, al contrario, è ricco di materie prime, ha un terreno fertile ed è provvisto di infrastrutture adeguate. Il problema è che il benessere, le strutture e le sovrastrutture sono a disposizione dei soli bianchi, inglesi ed afrikaans, discendenti dei coloni olandesi che si erano alleati con gli inglesi.
6 - I Giochi e il Turismo
L’impegno della Organizzazione Mondiale del Turismo per l’Africa si affianca alla promozione attuata dal Sudafrica in occasione di Giochi mondiali per promuovere l’immagine e l’importanza del turismo come settore strategico per lo sviluppo socio-economico dei Paesi africani, contribuendo alla riduzione della povertà secondo il progetto ONWTO ST-EP ( Sustainable Tourism- Eliminating Poverty) secondo le finalità del Millennium Development Goal a beneficio dell’Africa intera.
Si è preso spunto quindi da un evento internazionale per rilanciare insieme il turismo e l’immagine della Repubblica Sudafricana. Sono stati investiti ingenti capitali per costruire o ammodernare le strutture urbane, viarie e sportive. Sono coinvolte nove città con dieci stadi con una copertura sportiva quasi totale dell’intero paese.
7 - Il turismo
L’obiettivo è di far arrivare 10 milioni di turisti in occasione dei prossimi campionati mondiali di calcio, consentendo al settore di contribuire per il 12% al Prodotto interno lordo entro il 2014.
La meta è ambiziosa, dato che il paese attrae circa 7 milioni di turisti l’anno, anche se ciò costituisce il 20% di tutti gli arrivi del continente, che ammontavano a 37 milioni nel 2005, e ingloba il 30% delle entrate turistiche africane.
Il turismo africano pesa però solo per il 5% sul totale degli arrivi internazionali a causa della lontananza da tutti i maggiori paesi fornitori, a causa della diffusa criminalità e delle questioni di salute che imprimono un marchio negativo su tutto il continente.
Il Sudafrica ha predisposto una ricchissima serie di strutture sportive, di alloggio, di comunicazione e ambiziose infrastrutture, ma sembra sin da ora che la pianificazione sia state troppo fiduciosa, in quanto ad un mese dall’evento mondiale rimangono invenduti molti biglietti per gli stadi, il che risulta pure comprensibile se si considera che i campi di calcio sono ben dieci.
Certamente si tende a creare una nutrita serie di manifestazioni che faranno da corona all’evento.
Molte feste o cerimonie locali sono state “aggiustate” in modo da incontrare i gusti dei visitatori e di adattarsi alle date dell’evento principale. Una buona programmazione dovrebbe consentire la partecipazione alle partite e un “allungamento” del soggiorno per le visite ai luoghi più lontani, come i parchi di cui il Sudafrica rappresenta un caso principe con una ricca flora endemica e una fauna da manuale. La ricchezza naturale viene qui esaltata da un’offerta di estremo lusso, con pacchetti turistici molto costosi che si basano su lodges che offrono servizi raffinati, tipici di alberghi di alta categoria, pur in mezzo alla foresta. Anche durante i campeggi i turisti vengono serviti con bicchieri di cristallo e piatti dorati, cosa che mette in dubbio la vantata naturalità delle esperienze di viaggio.
Tra le numerose attrattive turistiche il Sud Africa possiede, merita anche ricordare gli otto siti protetti dall’UNESCO, di cui quattro siti culturali: Fossil Hominid Sites of Sterkfontein, Swartkrans, Kromdraai, and Environs (1999), Mapungubwe Cultural Landscape (2003), Richtersveld Cultural and Botanical Landscape (2007), Robben Island (1999); tre siti naturali: Cape Floral Region Protected Areas (2004), iSimangaliso Wetland Park (1999), Vredefort Dome (2005); ed uno misto: uKhahlamba / Drakensberg Park (2000).
Conclusioni
La principale attrazione turistica del Sudafrica resta comunque la presenza di numerosi parchi naturali, di cui 20, dei quali alcuni molto famosi, gestiti dallo Stato nel circuito Sanparks. Spiccano per una fauna particolarmente ricca che include gli animali più imponenti, i big five: l’elefante, il leone, il leopardo, il rinoceronte, il bufalo, che diventano i big seven con la balena e lo squalo bianco.
Occorre menzionare che oltre ad ospitare un ricchissimo patrimonio naturale, flora e fauna endemiche, bellissime spiagge e incantevoli paesaggi, il Sudafrica è stato culla delle prime forme di ominidi e sede di antichissime civiltà di cui restano tracce nelle lingue e nelle differenziate tradizioni.
*Pur condividendo entrambi gli autori l’impostazione generale del lavoro, la premessa e la conclusione, Laura Muscogiuri è responsabile dei capitoli da 1 a 6; Adriana Galvani del capitolo 7.