Nuove strategie di governance urbana partecipata

Rigenerare le città

Lucia Cucciarelli

Come cittadina di Bologna, dirigente di una pubblica amministrazione, e presidente di un’associazione di cittadinanza attiva europea (Tulip Teaching University & Learning International Projects Bologna) rivolgo questo appello al candidato sindaco.

Il Sindaco che vogliamo deve:

1.      Saper amministrare e comprendere la costruzione e la gestione di un bilancio comunale.

2.      Avvalersi di collaboratori capaci e audaci e non di politici post pensionati, con facili crisi de motivazionali.

3.      Fare un programma almeno ventennale di crescita sostenibile, dove ogni cittadino riconosca cosa deve fare: i suoi vecchi diritti e i suoi nuovi doveri.

4.      Valorizzare il grande bacino economico, culturale, immobiliare dato dal cosmo dell’Università e sostenere lo sviluppo di ricerca e occupazione secondo il modello europeo della triplice elica ( imprenditoria, governance, ricerca universitaria come avviene per esempio nei sei distretti emiliano romagnoli della meccanica e della ceramica). Madrid si e trasformata in leader mondiale della ricerca chimica e biochimica con centinaia di aziende. Barcellona ogni anno inventa una nuova capacità di attrattiva economica e rappresenta il luogo dove tutti i nostri giovani vorrebbero vivere e lavorare. Perché?)

5.      Organizzare e potenziare la città digitale, come in tante capitali ex sovietiche dove l’abbattimento dei costi di connessione e la disponibilità delle informazioni ha favorito rapide riconversioni di lavoro e micro imprese 

6.      Incoraggiare forme di lavoro flessibili ( per esempio il telelavoro già ammesso in tante istituzioni e imprese) può aiutare i genitori in una migliore gestione del tempo e dell’organizzazione familiare, abbattere i costi della mobilità, ecc)

7.      Incoraggiare le imprese giovanili, in aree sottoutilizzate o degradate ( i nostri ragazzi sono entusiasti di Berlino dove questo programma ha completamente trasformato aree areoportuali dismesse )

8.      Obbligare i cittadini alla raccolta differenziata e al riciclo intelligente (centinaia di comuni italiani da Bolzano a Marsala hanno imparato)

9.      Facilitare l’impegno dei cittadini che si prodigano nel terzo settore anche con sgravi fiscali o agevolazioni per l’accesso ad altri servizi.

10. Sviluppare forme di mobilità urbana a basso impatto ambientale

 

Realtà urbane: l’importanza delle città in Europa

All’incrocio fra immigrazioni massicce e imprevedibili e sviluppo territoriale, le creature metropolitane si confrontano con sfide epocali. Le città dovrebbero diventare bravi bambini educati, accoglienti, socievoli, organizzati, che giocano nuovi giochi urbani e soluzioni sociali in luoghi flessibili, imparando tanti nuovi codici di comportamento umano e linguistico.

Se oggi l’80% della popolazione europea vive nelle città, nel 2050 il 75% di tutta la popolazione mondiale si concentrerà in caotiche contraddizioni spaziali.

Le indicazioni comuni che ci giungono dal Comitato delle Regioni a Brussels e dalle best practices di tante città europee, convergono nell’identificare una complessa sovrapposizione di fattori che però appartengono sostanzialmente a sei aree:

  • Energia intelligente
  • Governance inclusiva
  • Rigenerazione urbana
  • Imprenditorialità sociale
  • Infrastrutture tecniche in rete
  • Partecipazione attiva dei cittadini che include informazione, consultazione, comunicazione, cooperazione istituzionale

Le città svolgono pertanto un ruolo fondamentale nel processo di cambiamento degli stili di vita e dei modelli di lavoro e produzione, e di consumo degli spazi.

Nelle città si concentra la maggior parte dell’occupazione, dell’imprese e degli istituti di formazione e la loro azione è decisiva nello sviluppo della coesione sociale. Le città interpretano i cambiamenti basati sull’innovazione, lo spirito imprenditoriale e i problemi ambientali.

La crescita economica è sostenibile quando è accompagnata da misure intese a ridurre la povertà, l’esclusione sociale e problemi ambientali e questo diventa cruciale in aree urbane più esposte all’esclusione, al degrado dell’ambiente e all’abbandono. Le città registrano enormi differenze nelle prospettive economiche e sociali. Ci possono essere ineguaglianze spaziali, in termini residenziali e ineguaglianze sociali fra gruppi differenti: ma di frequente le disparità comprendono entrambi gli aspetti.

L’Europa è caratterizzata da una struttura policentrica di città piccole, medio piccole e grandi. Molte formano aree metropolitane, mentre altre rappresentano l’unico centro urbano in una regione

Città attrattive

La qualità dell’ambiente urbano può rappresentare un fattore di attrattività.

Le città europee attraggono investimenti e occupazione. La proposta della Commissione per la Politica di Coesione contiene molti elementi a sostegno di queste iniziative.

Le sfide sono innumerevoli e mentre alcune città devono affrontare problemi di crescita demografica, l’aumento dei prezzi del mercato immobiliare, congestioni di traffico, mancanza di spazi, altre lamentano perdita di popolazione, degrado, scarsa occupazione e bassa qualità di vita.

I quattro elementi chiave

a- Accessibilità e Mobilità

Una mobilità urbana sostenibile comporta l’uso ottimizzato delle infrastrutture dedicate ai trasporti, un coordinamento fra le varie tipologie di trasporto e la promozione dei mezzi meno inquinanti.

Le città in aree periferiche necessitano di buoni collegamenti agli aeroporti e alle assi TENs Transeuropean Transport Networks. Per esempio l’accesso aereo è uno dei problemi maggiori in tutte le capitali europee.

Una buona gestione del traffico urbano richiede un coordinamento fra città e aree extraurbane in merito alla pianificazione, alla costruzione all’uso dei terreni, alla sicurezza stradale, alla riduzione del rumore e alla qualità dell’aria.

Le città dovrebbero incentivare un approccio integrato che preveda lo sviluppo di piste ciclabili, di aree pedonali e forme alternativeli trasporto che comportano accessi regolamentati, la trasformazione di arre pedonali, l’uso di mezzi non inquinanti o che utilizzino i carburanti biologici.

La pianificazione dei trasporti inoltre deve prevedere lo spostamento di persone che non guidano, anziani, bambini o persone variamente abili, sostenendone l’autonomia individuale.

b-Accesso ai servizi

Una città competitiva deve investire in servizi efficienti nel settore sanitario, nei servizi sociali, nell’amministrazione nell’istruzione, che si adattino ai cambiamenti demografici e all’invecchiamento della popolazione. Un’attenzione particolare deve essere rivolta agli asili e alle strutture per l’infanzia per consentire ai genitori di lavorare e accedere alla formazione, in un’ottica di promozione dell’eguaglianza di genere.

E’ fondamentale assicurare l’accesso ai servizi ai cittadini che vivono in aree degradate e una soluzione innovativa è quella di decentrare luoghi di svago e di intrattenimento.

Un altro aspetto riguarda servizi sociali e sanitari per gruppi svantaggiati o immigrati che possono avere problemi particolari e in certi casi hanno delle barriere che ostacolano l’accesso. E’ necessario coinvolgere persone di varia origine e provenienza nella pianificazione dei servizi per combattere la discriminazione.

Le città possono usare le nuove tecnologie per sviluppare situazioni innovative per tutti i servizi sociali.

c-Ambiente fisico e naturale

La riabilitazione di aree degradate e il rinnovamento di spazi pubblici può migliorare i servizi ed evitare l’uso di aree verdi.

Il coordinamento delle politiche territoriali e degli investimenti Strutturali e del Fondo di Coesione fra aree urbane, rurali, livello locale e regionale, unitamente agli investimenti per attuare le leggi europee in materia di ambiente, trattamento dei rifiuti, dell’aria, possono rappresentare un’altra risorsa.

L’uso efficiente dell’energia richiede investimenti coerenti e la gestione corretta delle risorse dal punto di vista economico. Le autorità municipali hanno un ruolo chiave nella pianificazione, nei regolamenti e nella collaborazione con i cittadini.

d-Cultura

Le città attraverso una politica culturale corretta devono sviluppare l’accesso ai servizi e alle strutture culturali (musei, centri scientifici, quartieri storici, biblioteche) che rendono le città più attrattive anche per le imprese, per i lavoratori, i visitatori e rafforzano l’immagine e l’identità locali.

Una politica culturale attiva è uno strumento utile per costruire ponti fra le comunità e i nuovi residenti.

Sostenere l’Innovazione, l’imprenditorialità e l’economia della conoscenza

Le città spesso costituiscono un ambiente stimolante per l’innovazione e per gli affari. In particolare per sviluppare le SME e le micro imprese le linee guida prevedono:

La promozione delle infrastrutture deve comprendere i trasporti, la rigenerazione di aree urbane, parchi tecnologici, incubatori economici e centri commerciali, l’erogazione di servizi di orientamento, di assistenza all’uso delle nuove tecnologie, parchi scientifici, agenzie di formazione.

Deve inoltre essere promossa la cooperazione fra partner pubblici e privati, università, ONG, istituti di formazione e la comunità locale. Si devono incoraggiare nuovi meccanismi di condivisione di conoscenza e di esperienza, organizzando reti, seminari, eventi e mostre.

Prioritario è il settore finanziario che può prevedere intese fra enti locali, banche e SME anche nell’ottica di promuovere microcredito, finanziamenti agevolati e assistenza, anche attraverso la collaborazione e la mediazione delle ONG nelle aree degradate. Le ONG possono garantire la qualità dei progetti.

L’innovazione e l’economia della conoscenza producono crescita

Le città devono prepararsi a sviluppare politiche innovative e di sostegno alla ricerca, per sostenere le imprese locali, coordinando forme di partnernariato anche fra centri di eccellenza, università, SME, parchi scientifici e incubatori d’impresa.

Il paradosso delle città: molti lavori ma minore occupazione

Il paradosso è che le città concentrano bisogni e opportunità. I fondi strutturali nell’Obiettivo Convergenza possono sostenere la capacità delle istituzioni locali e regionali. In particolare le città devono sviluppare strumenti di analisi e rilevazioni per anticipare i cambiamenti sociali e demografici.

Le città devono creare coesione, rinforzando la cooperazione fra amministrazione, le forze sociali e imprenditoriali.

Migliorare l’occupabilità innalzando i livelli di istruzioni e formazione.

Le città devono sostenere l’istruzione e la formazione in vari modi, per esempio sostenendo strategie integrate di LLL, ovvero di educazione lungo tutto l’arco della vita, con una valorizzazione dell’istruzione formale e informale, sostenendo l’ammodernamento dei sistemi, comprese le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Le città devono altresì investire nella formazione professionale e l’accesso all’istruzione di gruppi svantaggiati o di gruppi che hanno un difficile inserimento nel mondo del lavoro.

Per essere competitive le città devono attrarre ma anche sostenere persone qualificate soprattutto nel settore di supporto ai servizi.

Disparità sociali

Il paradosso delle città è visibile nelle disparità sociali. In certe aree la disoccupazione può raggiungere livelli altissimi, come risultante di più fattori che riguardano la difficoltà di alloggi ben forniti, i servizi, i trasporti, ambiente degradato e poco salutare, scarse opportunità di lavoro, bassa erogazione di servizi educativi e alta criminalità.

Alcune azioni di contrasto possono essere rappresentate da un maggiore cooperazione fra autorità pubbliche, cittadini, la comunità locale, misure per incentivare l’occupazione femminile, facilitare l’accesso al mercato del lavoro.

Accrescere la sicurezza dei cittadini

Le città devono adottare un approccio integrato e pro attivo per ridurre il crimine a livello locale, aiutando le amministrazioni a sviluppare aree di socialità, quartieri più attraenti, parchi e spazi dove la sicurezza sia garantita.

Studi e analisi sono indispensabili, in particolare rispetto alla gioventù a rischio, ampliando tutte le possibilità occupazionali e di riscolarizzazione e un programma condiviso da tutti gli attori sociali, imprenditori e polizia e mediatori che appartengono alla comunità locale. Fondamentale è una nuova pianificazione di figure chiave nel settore della formazione.

Governance

La cooperazione flessibile fra città e regioni deve tradursi in nuove forme di partnernariato, di relazione fra aree urbane e aree extraurbane anche finanziato dai nuovi fondi strutturali.

Lo sviluppo urbano è un processo a lungo termine che richiede accordi fra tutte gli attori, amministrazioni, NGO, imprese, comunità straniere, ma soprattutto i cittadini e in particolare i giovani, per garantire l’apporto di nuove competenze ma anche per dare una legittimazione alle scelte.

Strategica è la formazione alla building capacity e all’e-government, riducendo la distanza fra citizen time e political time.

Il programma URBACT si è rivelato molto utile per creare network di scambio fra le esperienze e le iniziative realizzate (Jasper, Jessica, Jeremie) in varie comunità e la nuova edizione sarà destinata a tutti gli Stati Membri.

Il programma Jessica (Sostegno Europeo congiunto per investimenti sostenibili nelle aree urbane) ha rafforzato la cooperazione fra la BEI, la CEB –Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa- e altre istituzioni finanziarie internazionali in materia di ingegneria finanziaria per lo sviluppo urbano sostenibile, per offrire alle autorità una soluzione per lo sviluppo e il rinnovamento urbano.

http://ec.europa.eu/regional_policy/index_en.htm

http://www.urbanaudit.org

http://www.urbact.org/en/home/index