Uomini liberi: Giusti e protagonisti del dissenso
di Giovanni de Paola
BRUXELLES - Il liceo Enrico Fermi si distingue dal 2007 per un approccio innovativo alla conoscenza della storia: lanciò in quella data il progetto I Giusti e la memoria del bene. I Giusti sono i non ebrei che si sono distinti nell’atto eroico di rischiare la propria vita pur di salvarne almeno un israelita negli anni del Secondo conflitto mondiale. Una delle figure simbolo in Italia è quella del diplomatico Giorgio Perlasca.
Secondo la professoressa Grasselli la storia si deve toccare con mano: “Si deve fare esperienza personale di ciò che si studia, devo mettermi in discussione come persona e in qualche modo mi deve cambiare. Esperienza è sinonimo di conoscenza. Ci deve essere un paragone tra quello che si studia e la realtà che si incontra. Alla fine si deve poter dare un giudizio”.
Antonia Grasselli, coordinatrice della rete Storia e Memoria, è a Bruxelles per presentare il nuovo progetto Uomini Liberi: giusti e protagonisti del dissenso. Vite e destini tra Est e Ovest. Percorsi di educazione alla cittadinanza.
I suoi studenti sono stati ad Auschwitz in varie occasioni. Nel dicembre 2007 insegnanti ed esperti italiani e polacchi si sono incontrati in una baracca del campo per un seminario di studio. “Abbiamo scoperto che in Polonia c’è un numero altissimo di Giusti, ad Auschwitz c’è un museo dedicato a loro per ricordarne la solidarietà. Portavano cibo ai detenuti e aiutavano nei tentativi di fuga”
In occasione di quel seminario, un esperto del Museo di Auschwitz ha guidato gli insegnanti a visitare una miniera, che era un sottocampo del lager. Qui ha ricordato, oltre alle condizioni di lavoro degli internati, anche alcune azioni di salvataggio compiute dai polacchi.
La rete di scuole di cui il Liceo Fermi è promotrice e capofila, si chiama “Storia e Memoria” e vi ha collaborato anche Anatolij Razumov, direttore del progetto “Nomi restituiti”, che ha documentato a San Pietroburgo i casi di circa 2 milioni di vittime del sistema sovietico. Infatti “Storia e Memoria” si è prefissa l'obiettivo di allargare l’attenzione sui regimi comunisti e il dissenso al loro interno.
“La storia della Russia ci riguarda, è storia nostra. Le vite e i destini di Est e Ovest vanno di pari passo. – dice Antonia – Noi qui studiamo una storia interpretata in modo unilaterale. I libri di storia non ci danno una visione globale del passato”.

I Giusti e Resistenti morali al totalitarismo è il secondo progetto del liceo Fermi; si è chiarito che oltre ai Giusti vanno considerati anche gli oppositori e i resistenti morali ai regimi comunisti dell’Europa centro-orientale. A collaborare col Fermi hanno iniziato anche docenti e studenti rumeni e polacchi.
Lo sguardo a Est è stato rafforzato dai legami creati da Don Francesco Ricci, prete viaggiatore di Forlì, profondamente interessato all’Europa orientale, a quella che negli anni sessanta era chiamata “Chiesa del silenzio” e qui dove arrivò anche a conoscere quello che sarebbe diventato il futuro papa: Karol Wojtyla.
Nel ‘900, il secolo dei totalitarismi e degli stermini di massa, si possono ritrovare molteplici esempi di resistenza morale. Le azioni di questi uomini rischiano spesso di rimanere nell’oblio perché danno la sensazione di non spostare il corso della storia. È indispensabile abituare lo sguardo al riconoscimento di questi comportamenti esemplari per non perderne la memoria.
“L’esperienza del totalitarismo ha segnato tutta la storia dell’Europa. - dice Antonia Grasselli - Siamo anche convinti che non sia giusto contrapporre la memoria della Shoah, la memoria delle vittime del nazismo, dell’Europa occidentale, con la memoria del gulag, delle vittime del comunismo e dello stalinismo. Noi crediamo che queste due memorie siano da considerarsi concorrenziali, cioè entrambe importanti per comprendere e percepire in modo giusto il nostro passato”.
La risoluzione approvata dal Parlamento Europeo il 2 Aprile 2009 su La coscienza europea e il totalitarismo rappresenta, secondo la professoressa Grasselli, un punto di svolta per lo studio e la presa di coscienza della recente storia europea. Si afferma che “l’Europa non sarà unita fino a quando non sarà in grado di riunificare la propria storia, riconoscere il comunismo e il nazismo come un’eredità comune e avviare un dibattito onesto e approfondito su tutti i crimini del totalitarismo del secolo scorso”.
Uomini Liberi è stato presentato a Bruxelles alla presenza dell’onorevole Antonio Cancian, di Andrea Pierucci, capo gabinetto del Presidente del Comitato economico e sociale europeo, e Lucia Cucciarelli, editor del magazine Europa che verrà.
Dice Antonia Grasselli: “Il nostro progetto si propone di educare alla cittadinanza mediante la costruzione di una comune memoria europea, attraverso percorsi di ricerca effettuati nelle scuole dei paesi coinvolti e che, una volta condivisi, vengono a rappresentare un patrimonio comune, occasione di confronto, di riflessione: la sostanza di un dialogo”.
È del 2009 il film-documentario Sui Sentieri della Memoria. Bologna – Bucarest A/R con regia di Franco Palmieri finanziato dall’Eacea, l’agenzia della Commissione europea che si occupa dei progetti per la scuola. Gli studenti della 5nta D del liceo Enrico Fermi hanno potuto vedere di persona i danni tangibili causati dalla dittatura di Ceausescu in Romania. Hanno visitato le prigioni in cui venivano rinchiusi gli oppositori al Regime e si sono confrontati con gli studenti della scuola italiana Aldo Moro di Bucarest, grazie alla collaborazione con la docente rumena Violeta Barbu dell’istituto di storia Nicolae Jorga. “I ragazzi sono rimasti molto colpiti dai contrasti visibilissimi tra la sfarzosa struttura del Parlamento fatta costruire da Ceausescu e la povertà intorno di tutto il resto”.
Il film ha ottenuto la menzione speciale al Concorso Filmare la storia 2010 promosso dall’ANCR (Archivio nazionale cinematografico della resistenza) di Torino (qui di seguito il trailer).
Nel documentario appare anche Gabriele Nissim, presidente del Comitato per la Foresta Mondiale dei Giusti, che ha collaborato con Storia e Memoria. Nissim è uno storico italiano studioso della realtà culturale politica dell’Europa orientale, vincitore nel 2003 del premio Ilaria Alpi per il documentario Il Giudice dei Giusti.
Ha realizzato numerosi documentari sull’opposizione clandestina al comunismo, sui problemi del post-comunismo e la condizione ebraica nell’Est.
L’interesse dei progetti delle scuole di Storia e Memoria si è allargato in questi anni a tutti i genocidi: gli Armeni, il Ruanda, il Darfur. Conclude Antonia:
“La storia non è fatta di concetti, usiamo le categorie storiografiche per spiegarla. Parliamo di eventi. Studiare la storia vuol dire studiare la vita degli uomini nel tempo”.
(nella foto sotto il titolo dell'articolo, da sinistra: Pierucci, Cancian, Grasselli, Cucciarelli. al CESE di Bruxelles)
di Giovanni de Paola
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