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Movimiento 15 M: una speranza che minaccia di diventare un incubo
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Movimiento 15 M: una speranza che minaccia di diventare un incubo
Andrés Abad Pacheco, di Murcia, indica da spettatore in prima linea il fianco debole degli indignados
(Sotto la versione originale in spagnolo)

Alcune settimane prima delle elezioni comunali e regionali del 22 maggio in Spagna, un movimento cittadino, democratico e pacifico ha occupato la Puerta del Sol, diffondendosi in altre città spagnole e anche altri Paesi che ospitano ambasciate e consolati iberici ... quello che era iniziato come una scintilla di speranza - poiché il popolo sembrava essersi risvegliato dal torpore dal quale era stato stordito con la società del benessere - minaccia di diventare il peggior incubo di una giovane democrazia come quella spagnola, dopo gli eventi negli ultimi giorni.
Ogni mattina quando vado al lavoro, ascolto la radio preoccupato per la piega che stanno prendendo gli avvenimenti. Mi ricordo la descrizione emozionata che mi faceva un amico delle Canarie, delle prime notti a Puerta del Sol: assemblee organizzate spontaneamente in cui persone di tutte le età, le fedi, l'istruzione e il livello culturale, partecipava pacificamente per dire "Basta! la classe politica che ha dimenticato per cosa e per chi lavoriamo".
Improvvisamente, sembra che l'anti - sistema, schermato da parte del sistema democratico stesso, usando la libertà di espressione come una bandiera, si appropria del movimento 15 M e lo trasforma in scontri alle porte del Parlamento spagnolo, arrivando quasi a violenze ed eliminazione fisica dei deputati, impedendogli di svolgere il loro lavoro di rappresentanti del popolo.
Questa non è la maniera.
La formula è: sondaggi, votazioni, iniziative dei cittadini per raccogliere le firme al fine di promuovere cambiamenti in quel sistema che non ci sembra giusto.
La formula non è quella di insultare e perseguitare i politici nelle vie adiacenti alle loro case, o sbattere sulla porta del Parlamento.
Il governo spagnolo impantanato nell’inerzia del periodo tra le elezioni regionali e nazionali e nel 2012, non sembra nemmeno lontanamente all'altezza della situazione.
Che ne sarà della Spagna e degli spagnoli?
di Andrés Abad Pacheco
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-------espanol----->
Desde hace algunas semanas, previamente a las elecciones municipales y regionales del 22 de Mayo en España, un movimiento ciudadano, asambleario y pacífico, ocupó la Puerta del Sol de Madrid, extendiéndose a otras capitales españolas e incluso a otros países del mundo con embajadas y consulados españoles... lo que empezó siendo una chispa de esperanza en cuanto a que la ciudadanía parecía haber despertado del letargo en la que se había adormecido con la sociedad del bienestar, amenza con convertirse en la peor pesadilla de una joven democracia como la española, a tenor de los hechos acaecidos en los últimos días.
Todas las mañanas, cuando voy al trabajo, escucho la radio, preocupado por el cariz que están tomando los acontecimientos. Recuerdo la descripción emocionada que me hacía un amigo canario de las primeras noches en la Puerta del Sol, asambleas organizadas espontáneamente, donde gente de todas las edades, credos, formación y nivel cultural, participaba tranquilamente para decirle "¡Basta!" a la clase política, que ha olvidado para qué y para quién trabajan.
De repente, parece que los anti - sistema, escudados en el propio sistema democrático, usando la libertad de expresión como bandera, se apoderan del Moviemiento 15 M y lo convierte en algaradas frente a las puertas de los Parlamentos españoles, llegando casi al acoso y derribo taurino de los diputados, impidiendo que ejerzan su trabajo como representantes del pueblo.
Esta no es la fórmula.
La fórmula son las urnas, el voto, las iniciativas ciudadanas de recogidas de firmas para promover cambios en aquello que no nos parece justo en el sistema.
La fórmula no es insultar y perseguir a los políticos por las calles adyacentes a sus residencias, ó acosarles a la puerta del Parlamento
El Gobierno español, sumido en la inercia propia del período entre elecciones municipales y regionales, y las nacionales de 2012, no aparece ni por asomo, no da la talla.
¿Qué va a ser de España y de los españoles?
di Andrés Abad Pacheco
(nella foto un gruppo di indignados in assemblea in una piazza occupata di Bruxelles)