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Buondì ennesimo calcioscommesse
Lo scandalo scoppiato nei giorni scorsi per ora non è uno scandalo
Il 3 settembre 2010 fu l'ultima volta che vinsi. Esultai come un pazzo ad un gol a cinque minuti dalla fine di tale Sergei Kislyak, brioso centrocampista bielorusso del Rubin Kazan.
Arrischiai un GOL BIELORUSSIA in un memorabile Francia-Bielorussia 0-1. 150 eurini.
Fondamentalmente un colpo di culo.
Tutto ciò, di dubbio interesse, per spiegare cosa?
Che da circa 15 anni abbiamo iniziato a tifare per qualcuno che segna, che non segna, che vince al primo tempo e pareggia nel secondo e che realizza un totale di gol dispari.
Insomma il concetto di Calcioscommesse, la Snai come viene chiamato nel linguaggio comune (“Vado alla Snai” e non “Vado ad effettuare una scommessa multipla sportiva”), l'evoluzione postmoderna del totocalcio. Quel totocalcio così vituperato da non meritarsi nemmeno una scritta in sovraimpressione durante 90 minuto. In pratica spazzato via dal faccione di Galeazzi.
Si gioca, si freme, ci si dispera e si bestemmia per il Tritium o il Calangianus, per il centravanti del Lokeren che ha sbagliato, secondo il racconto del tuo amico più fissato con le scommesse di te, un gol a porta vuota.
Noi non calciatori professionisti plagiati dal virus da Febbre da Cavallo (o virus “Mandrakata”) almeno

lo facciamo.
Il problema è che il maledetto virus si insinua anche fra i calciatori professionisti (per non parlare degli ex calciatori), i primi (supposti) “garanti” del gioco.
Ed è qui che arriviamo al presente.
Un presente ricorrente che conosciamo a menadito: lo scandalo dei campionati falsati, i “biscottoni”, soprattutto in Serie C, pardon Lega Pro, sono all'ordine dell'anno. Io stesso sapevo da un amico di un amico di un amico che il tanto vituperato ex-”Nuovo Buffon” Paoloni si era venduto per 30000 euro una partita.
Ma lo scandalo scoppiato nei giorni scorsi per ora non è uno scandalo.
Per ora.
I giornali pompano notizie e sensazionalismi gratuiti per vendere copie, citando nomi e cognomi e flussi anomali di giocate (Fiorentina-Roma e Inter-Lecce, per esempio) a caso, sbattendoli in prima pagina senza cautelarsi che la fonte sia attendibile (“SCOMMESSE ANCHE IN SERIE A : SPUNTA IL NOME DI DE ROSSI", scriveva Repubblica.it).
Ok, “ il calcio è la sola religione del mondo che ho intorno”, canta Brunori Sas, e tira più un articolo su uno scandalo calcistico che un carro di buoi, ma lo sciacallaggio mediatico preventivo è estremamente squallido, qualunque sia l'ambito.
Paoloni non può essere considerato aprioristicamente il capro espiatorio, Bellavista, che è alto un metro, non può essere considerato aprioristicamente colui che “spezza gambe”, Signori (considerato magari aprioristicamente un fesso dai suoi amici scommettitori) non può essere aprioristicamente il capo di un'organizzazione che influenza partite e campionati.

Uno che scommette sul mangiare Buondì in 30 passi (io ci sono riuscito in 50, rischiando di strozzarmi) non è il Capo di un'associazione che delinque. A meno che non spacci merendine.
Né posso immaginare come uno stimato dentista cremonese e uno scaltro broker pescarese influenzino partite a loro piacimento.
Chiaramente metto le mani avanti: posso essere smentito dagli sviluppi. Ora no. Io ora sto scrivendo. Quindi.
Quindi aspettiamo, e poi valutiamo. L'Atalanta fino a prova contraria è (sarà) in A, il Siena idem e il prossimo anno, dimenticato lo pseudo-scandalopolverone mediatico, la Lega Pro verrà condizionata da risultati quantomeno improbabili.
Si badi bene, non è il principio del “tanto rubano tutti”. Chi ruba paghi., ma quando tutto sarà accertato.
E' il calcio baby. E nessuno (a parte i qualunquisti del “sonotuttiladri”) mette il calcio in un angolo. Che ci piaccia o no. E a noi piace. Tanto. Tanto tanto.
Perché un Avellino-Trapani finale playoff di Seconda divisione, con 20000 spettatori e coreografie da impazzire, è l'essenza del Calcio. E' il tifoso che ama lo sport/religione del mondo che abbiamo intorno.
E' Zeman che allena la squadra della mia città.
(Video da YouTube http://www.youtube.com/watch?v=R5AOBlYATNY)
di Fabio Tiberio